Ha vinto il David di Donatello come attrice non protagonista per il film “Fuori”. Complimenti. Ma si sa che è nella natura dell’attore voler essere protagonista. Sarà forse per questo che, chiamata sul palco per la premiazione, la brava, acuta e bella Matilda De Angelis si è cimentata in un fervorino per spiegare in prima serata agli italiani come dev’essere il cinema e come è loro dovere foraggiarlo anche se non ci vanno. Non è stato un discorso di getto, benché stentato.
La diva si è presa la scena da consumata professionista; però, non avendo per una volta lo sceneggiatore, ha dovuto far di suo e il copione che si è scritta non reggeva. Dobbiamo tornare a fare film impegnati, opere politiche, era la sostanza. Grande attrice, Matilda: sul set vuole parti che mettano in risalto la sua nobile anima sociale, la sua tensione verso gli ultimi; quando si tratta di fare pubblicità, si fa tentare dai cachet di case automobilistiche per milionari come Maserati o di marchi simboli del lusso come Tiffany. Tutto lecito, per carità; ma sarebbe carino che la star pensasse alle maestranze anche in queste occasioni, e non solo quando batte cassa per il cinema italiano in abito da sera.
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