«Io mi defilo, fai tu Bianca», aveva promesso ieri Flavio Insinna quando, nel corso della cerimonia di premiazione dei David di Donatello 2026 era arrivato il momento del premio David Giovani, presentato sul palco da «due giovani premiatori: Valentina e Roberto». Invece così non è stato. I due studenti – palermitana lei, romano lui – arrivano e si presentano cortesemente. A introdurre il premio per primo è Roberto che regala alla platea un discorso pulito: «Siamo qui in rappresentanza delle migliaia di studenti che in tutta Italia e in tutte le province hanno partecipato alle giurie giovani che hanno eletto il film che vincerà stasera. Ci tengo a dire che il Progetto Cinema a Scuola è di vitale importanza, per spronare noi giovani a riscoprire il cinema, che è un’arte bellissima. Per questo voglio ringraziare Agis Scuola, l’Accademia nazionale del cinema, il Ministero dell’istruzione, il Ministero della cultura che attraverso il Piano Nazionale del Cinema a Scuola ci permettono di avere uno sguardo nuovo su quest’arte che a mio parere resta una delle espressione più alte che un uomo abbia».

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Roberto non fa in tempo però a ringraziare – sì, termina con un «grazie» a riprova del suo garbo – che al proprio fianco Insinna sbotta con un goliardico: «Satana esci da questo corpo: questo fa le primarie! Questo alle primarie manda tutti a casa: Schlein, compagni siete avvertiti. Io ho studiato a quel liceo lì di Roma e non eravamo così: giocavamo a palletta, facevamo merenda, andavamo al cinema marinavamo la scuola. Ma va bene, mi piace il tuo sguardo giovane… da esorcista». La prima impressione è che sia un complimento uscito male ma poi il conduttore insiste, facendo ironia sulla preparazione culturale e lo stile istituzionale del ragazzo. «Chi avete premiato? Suspiria, Lazzaro felice, La ricotta di Pasolini?», lo incalza, «Valentina, vuoi dire anche tu una cosa di sinistra come in Aprile di Nanni Moretti?».