"Un Paese che non difende il cinema e i film da produrre è un Paese che smette di sognare. Mi preoccupa soprattutto un Paese che smette di sognarsi migliore". E ancora: "Tutti i film sono un successo quando arrivano nelle sale, l'arte è una sfida. Meglio finanziare i film che incassano 1 euro, piuttosto che finanziare armi, droni e bombe". Flavio Insinna ha condotto la serata di gala dei David di Donatello insieme a Bianca Balti, regalando ai (pochi) telespettatori momenti di ironia caciarona, tempi comici sbagliati, comizietti non richiesti e un po' pedanti e pure qualche involontario scivolone.
Non una grande serata, quello del comico ed ex conduttore di Affari tuoi, finito nel tritacarne di Striscia la notizia per alcuni imbarazzanti fuorionda contro i concorrenti. Nel giro di qualche anno, Insinna si è riabilitato alla grande. Tuttavia ai David è stato protagonista di una nottata-no, non solo per colpa sua.
Dopo la premiazione del David dello Spettatore assegnato a Buen camino, ha dovuto far buon viso al cattivo gioco di Checco Zalone, che non si è presentato alla premiazione spedendo sul palco di Cinecittà la casa di produzione Medusa al suo posto (al Quirinale, invece, c'è andato eccome).













