Mancano tre settimane al 5 maggio quando i candidati ai David di Donatello incontreranno il Presidente Sergio Mattarella e, se l’incontro al Quirinale non è mai stato messo in dubbio, si ragiona come trasformare la serata di premiazione del 6, in diretta da Cinecittà e trasmessa su Rai1, in una vetrina che sostenga il nostro cinema funestato da tagli e in difficoltà per la mancanza di selezione nei festival internazionali.

Per attivare l'iscrizione alla newsletter The dreamers, dedicata al cinema e alle serie tv, clicca qui

L’appello al boicottaggio lanciato dal collettivo #Siamoaititolidicoda al momento è stato raccolto soltanto da Alessandro Gassmann che qualche giorno fa ha scritto sui social: “La situazione dei lavoratori del cinema è difficile. Non parlo di attori acclamati, registi pluripremiati, ma di macchinisti, elettricisti, sarte, parrucchieri, truccatori, runners, attrezzisti, trasportatori, personale di produzione, stunts etc etc. persone che vivono del proprio lavoro specialistico di alto livello, con stipendi medio bassi e senza certezze di continuità. Senza di loro noi non potremmo raccontare storie, senza di loro il cinema non esisterebbe”.

Matilda De Angelis saluta Lidia Poët: “Il femminismo non è una guerra fra i sessi”