Aurora, detta Rori, Quattrocchi all’età di 83 anni (compiuti il 18 marzo) conquista il suo primo David di Donatello. Con il ruolo di zia scontrosa eppur tenera nell’opera prima di Margherita Spampinato (anche lei premiata) Gioia mia, storia dell’incontro-scontro tra un ragazzino che viene dal nord a passare un mese di vacanza dall’anziana zia in Sicilia, mentre i genitori lavorano e la baby sitter Violetta se n’è andata per sposarsi.

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L’attrice – una lunga carriera tra teatro e cinema, film per maestri come Mario Martone, Marco Tullio Giordana, Giuseppe Tornatore – dal palco dello studio 23 di Cinecittà ha fatto un discorso pieno di superlativi e entusiasmo. Con la sua incontenibile energia ha urlato: “Che bellezza, grazie dal mio profondissimo del mio cuorissimo. Grazie per sempre”. “E poi grazie alla meravigliosissima regista che mi ha portato a questo trionfo, e al bravissimo Marco Fiore un attore fantastico, lui giovanissimo e io vecchissima, meravigliosi tutti e due”. “Mario – ha aggiunto l’attrice riferendosi a Martone che l’aveva voluta come madre di Favino, nel film Nostalgia – mi ci avevi portato anche tu e questa volta ho vinto. Mi auguro che il cinema abbia sempre più successo e fantasia, e gioia, gioia mia”.