"Per rispetto istituzionale abbiamo sempre evitato di esternare pubblicamente le ragioni per le quali la famiglia Poggi ritiene che le attività di indagine compiute dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state gravemente condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specifici ambienti giornalistici".

Lo scrivono gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi, in una lunga nota in cui spiegano che i familiari di Chiara sono anche stati sottoposti a "intercettazioni" e parlano di "continue aggressioni che si susseguono". Il riferimento è a intercettazioni ed elementi emersi con la chiusura indagini su Andrea Sempio, l’uomo accusato oggi di essere l’assassino di Chiara Poggi.

L’opposizione dei Poggi all’ipotesi Sempio, Marco sfidò i carabinieri: “Volete influenzarmi”

di Massimo Pisa

"Prendiamo atto del fatto che la Procura di Pavia abbia ritenuto di sottoporre ad intercettazioni i familiari della vittima - scrivono gli avvocati della famiglia Poggi - la cui incredibile colpa sembra essere stata quella di aver partecipato attivamente ad un processo penale conclusosi con la condanna irrevocabile di Alberto Stasi consacrata dalla Suprema Corte di Cassazione e di non credere in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio".