Milano, 8 mag. (askanews) – Sette casi di Hantavirus delle Ande, cinque confermati in laboratorio e due sospetti, sono stati individuati su una nave da crociera dove si sono registrati anche tre decessi. Per la popolazione generale dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo il rischio resta molto basso. L’Istituto superiore di sanità fa il punto dopo la segnalazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che il 2 maggio 2026 ha riferito di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave con 147 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.
Al 6 maggio 2026 il virus responsabile del focolaio è stato identificato come hantavirus delle Ande. In Italia non risultano segnalazioni di casi umani sul territorio nazionale. Per l’Europa pesa anche un elemento ambientale: il serbatoio naturale del virus Andes non è presente nel continente, quindi non si prevede il suo ingresso nella popolazione dei roditori europei né una trasmissione stabile dai roditori all’uomo.
Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e possono passare all’uomo in modo occasionale. L’infezione può causare malattie gravi, con quadri diversi a seconda del virus e dell’area geografica. Nelle Americhe può provocare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus, che colpisce polmoni e cuore e può evolvere rapidamente. In Europa e in Asia gli hantavirus sono associati soprattutto alla febbre emorragica con sindrome renale, che interessa reni e vasi sanguigni.












