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Il film di Sossai ha vinto come outsider ma è un'opera elogiata dai critici. Notevole l'esordio di Spampinato
Partiamo dal vero sconfitto ai Premi David di Donatello. Paolo Sorrentino, dopo la débâcle di Parthenope lo scorso anno, 15 candidature e zero statuette, ha fatto il bis l'altra sera con zero riconoscimenti a fronte delle 14 nomination di La grazia. C'è dunque del marcio nella giuria dei David? Non credo. Solo quattro anni fa È stata la mano di Dio totalizzava 16 candidature con 5 statuette tra cui quelle pesanti come miglior film e regista. In realtà in questa settantunesima edizione si è messo in moto uno di quei classici meccanismi diabolici del subconscio che ha individuato in un film, in un certo qual modo outsider, Le città di pianura con ben otto statuette (tra cui film e regia), il candidato da sostenere anche in una perversa logica antisistema. Cioè del David (ops...) contro Golia. Fermo restando, intendiamoci, il valore straordinario dell'opera seconda di Francesco Sossai (foto), che torna nei cinema nel weekend, premiata anche dal Sindacato critici italiani come miglior film italiano 2025. In più il David per i produttori del film premia la Vivo Film di Marta Donzelli e Gregorio Paonessa che, in questi anni, ha fatto un grandissimo lavoro sui nuovi autori.








