Dal giorno dell'elezione al viaggio in Africa sotto gli attacchi del presidente Trump: ecco come in 12 mesi Prevost è diventato uno dei principali antagonisti della Casa Bianca

di Iacopo Scaramuzzi, a cura del Visual Lab

Ci voleva Donald Trump per fare emergere chi è davvero Leone XIV. L’attacco plateale e sgangherato del volubile inquilino della Casa Bianca ha costretto il primo Papa della storia nato negli Stati Uniti a rispondere e il grande pubblico si è accorto che il successore di Francesco, eletto dal Conclave l'8 maggio dell'anno scorso, non è incolore e tentennante, come una vulgata dozzinale ha tentato di raffigurarlo, ma un uomo schivo, sì, ma dotato di determinazione e idee chiare.

Robert Francis Prevost è fatto così. È riservato, ascolta molto, non ama prendersi la scena. Evita per temperamento le dichiarazioni a effetto e i gesti eclatanti. “Pensa molto attentamente prima di parlare”, ha raccontato al quotidiano francese La Croix il fratello John: “Lo prendevo sempre in giro per questo. Gli dicevo: se ti faccio una domanda, so che posso andare a preparare la cena e tornare, e tu sarai ancora lì a formulare la tua risposta!”.

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