La trasferta africana di Papa Leone si sta rivelando più faticosa del previsto. Nata con l'obiettivo di dare voce a un continente segnato da guerre, disuguaglianze e miseria nera, rischia di essere totalmente oscurata dalle polemiche a distanza con Donald Trump, che stanno continuando a dominare il racconto mediatico.
Dei lunghi discorsi fatti in Algeria e in Camerun finora sono affiorati solo brandelli di frasi, estrapolati dal contesto, e finiti inevitabilmente nel calderone dello scontro politico con il presidente americano. Il Pontefice ne è consapevole e se ne dispiace parecchio. «Tutto è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il Presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse».
Durante il volo da Yaoundé, la capitale camerunense, verso l'Angola, Leone ha rotto gli indugi per intervenire direttamente ad abbassare la tensione e chiarire la sua posizione davanti ai giornalisti che lo stanno seguendo in trasferta. «Si è diffusa una narrazione non del tutto accurata», ha osservato. Precisando poi che i riferimenti ai tiranni, alle democrazie zoppe e ai guerrafondai che popolano lo scenario generale non erano tanto rivolti agli Stati Uniti, ma avevano un respiro più ampio e universale.












