Gli Stati Uniti indagano su alcune scommesse effettuate sul mercato petrolifero dalla tempistica sospetta.
Alla vigilia di importanti annunci di Donald Trump legati alla guerra in Iran, alcuni trader hanno infatti puntato cifre significative sul ribasso dei prezzi del greggio, arrivando a guadagnare più di 2,6 miliardi di dollari.
Le loro operazioni sono ora nel mirino della giustizia americana, che vuole vederci chiaro e capire se si sia trattato di una semplice coincidenza oppure se dietro alle loro transazioni ci siano sono state informazioni riservate. Un aspetto quest'ultimo di particolare interesse perché, secondo alcuni osservatori, potrebbe rimandare all'entourage stretto dell'amministrazione Trump.
Il Dipartimento di Giustizia e la Commodity Futures Trading Commission stanno passando al vaglio almeno quattro operazioni che hanno fruttato tantissimo a chi le ha eseguite, miliardi di guadagni. Una delle scommesse sotto inchiesta è stata effettuata il 23 marzo: 15 minuti prima dell'annuncio di Trump sul rinvio degli attacchi alle infrastrutture iraniane, alcuni trader hanno scommesso più di 500 milioni di dollari sul calo delle quotazioni petrolifere. Dopo le parole del presidente americano i prezzi del greggio sono crollati.









