Circa 580 milioni di dollari sono stati scommessi lunedì sul mercato del petrolio, soltanto 15 minuti prima del post pubblicato dal presidente americano Donald Trump su Truth sui colloqui in corso con l'Iran per porre fine alla guerra: un annuncio sufficiente a far crollare i prezzi del greggio grazie al rinvio del minacciato attacco americano contro le infrastrutture energetiche di Teheran.
Una ricostruzione del Financial Times, in base ai dati di Bloomberg, ha tracciato uno scenario di guadagni sospetti dei trader dopo che tra le 6:49 e le 6:50 locali (11:49 e 11:50 in Italia) sono passati di mano un numero di 6.200 contratti future su Brent e West Texas Intermediate, con scambi verificatisi prima del post di Trump delle 7:04, nel quale il tycoon ha messo nero su bianco che vi erano state "conversazioni produttive" con Teheran per porre fine alla guerra.
Nello stesso frangente - esattamente 27 secondi prima delle 6:50 - sono aumentati i volumi di scambio su Brent e il Wti.
I future legati all'indice azionario S&P 500 hanno registrato un rialzo dei prezzi pochi istanti dopo gli scambi sul petrolio e anche i relativi volumi sono aumentati nel corso di quella stessa fascia oraria.
Al momento, tuttavia, non è noto se dietro gli scambi di lunedì vi fosse un unico soggetto o una pluralità di entità in azione.







