La riforma degli incentivi alle imprese diventa un caso di governo. Da un lato il ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit), che ha proposto il decreto legislativo, dall’altro la Ragioneria dello Stato che lo ha bollinato. A parlare di un provvedimento svuotato rispetto allo schema iniziale è direttamente la Direzione generale per gli incentivi alle imprese del Mimit, con una memoria depositata nelle commissioni Industria del Senato e Attività produttive della Camera, che stanno svolgendo una serie di audizioni in vista della formulazione del parere. La direzione del ministero guidato da Adolfo Urso sottolinea che c’è una «differenza sostanziale» tra lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, il 27 marzo, e il testo poi bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato il 31 marzo.
«In primo luogo, sotto il profilo dei contenuti, il decreto risulta totalmente svuotato e privato della sua parte centrale e pregnante – prosegue la nota inviata alle commissioni -. Con l’attuale versione viene infatti disposto uno stralcio completo delle precise disposizioni che avrebbero regolato la razionalizzazione e il riordino dell’offerta di incentivi del Mimit». Con rinvio al disegno di legge di bilancio, successivo all’entrata in vigore del decreto.






