Prende forma il decreto attuativo del nuovo piano di incentivi alle imprese Transizione 5.0. Dopo il lungo stallo - legato alla controversa clausola sui beni “made in Eu”, alla fine eliminata con il decreto fiscale approvato il 27 marzo - il confronto tra il ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) e il ministero dell’Economia (Mef) sul provvedimento è alle battute finali. Una volta firmato dai ministri, il testo andrà al vaglio della Corte dei conti per poi essere pubblicato sul sito del Mimit con avviso sulla Gazzetta Ufficiale. Un successivo decreto direttoriale definirà i termini di apertura delle domande (si prevede almeno un altro mese di attesa).

Il piano Transizione 5.0, inserito nell’ultima legge di bilancio, prevede l’agevolazione degli investimenti in beni strumentali effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 mediante l’iperammortamento. L’incertezza sull’assetto finale delle regole ha però bloccato o quantomeno fortemente frenato i progetti delle imprese. La bozza iniziale del decreto era stata trasmessa dal Mimit al Mef all’inizio di gennaio.

Tre mesi dopo, nella nuova bozza visionata dal Sole 24 Ore, sono stati cancellati tutti i riferimenti al requisito territoriale che vincolava gli acquisti ai soli beni prodotti negli Stati dell’Unione europea o dell’Accordo sullo spazio economico europeo.