L’incertezza geopolitica e i prezzi del petrolio non permettono azzardi. Ma riconoscendo il rischio di un'interruzione più prolungata sul petrolio, «abbiamo deciso di assumere una posizione lunga sulle materie prime agricole, dove i prezzi non hanno reagito finora, gli effetti climatici stagionali sostengono le dinamiche di domanda/offerta e l'aumento dei prezzi di energia e fertilizzanti avrebbe un effetto ritardato», dice Patrick Brenner di Schroders nella sua analisi multi-asset.

Nello stesso tempo resta la posizione lunga sull'oro: «Sebbene riconosciamo che la sua correlazione con l'azionario sia aumentata, continuiamo a credere che offra un'esposizione difensiva migliore rispetto ai titoli di Stato, date le nostre preoccupazioni sulla sostenibilità del debito a lungo termine».

Sul fronte dei bond, dopo il rapido riprezzamento delle aspettative sui tassi, «le valutazioni obbligazionarie basate sul nostro modello di fair value non sono più costose». Mentre la distribuzione del rischio macro è evoluta. Se, dunque, in precedenza gli scenari di rischio erano pesantemente orientati verso l'inflazione con praticamente nessun rischio di recessione, ora si prevede un compromesso più equilibrato tra inflazione e crescita.