Delusa la speranza di un accordo con l'Iran a breve, il petrolio vola oltre i 110 dollari e innesca una caduta delle Borse: lo shock energetico fa temere un impatto sull'economia che secondo il Wef riecheggia la recessione da Covid, con S&P che dimezza la sua stima sulla crescita italiana a 0,4%. E dal governatore di Bankitalia Fabio Panetta arriva il monito sulla stabilità finanziaria e lo spread: occorre mantenere la buona percezione «sulla tenuta della finanza pubblica italiana», che «fino a ora ci ha tenuto al riparo»: una «condizione importante da tenere a mente anche per il futuro» perché una diversa percezione del rischio da parte degli investitori globali può «tradursi rapidamente in tensioni sui titoli sovrani e nei flussi di capitale». E «se si sommano la crisi politica, quella energetica e quella finanziaria «la situazione diventa particolarmente delicata».
E' l'effetto della recrudescenza della guerra all'Iran. Il discorso alla Nazione di Donald Trump, anziché far intravedere un accordo con Teheran, punta a trascinare l'Europa nel conflitto. La promessa di «colpire duro» l'Iran nelle prossime settimane sa di escalation. Il petrolio Wti schizza così fino a 114 dollari al barile aggiornando i massimi dal 2022 e accorciando le distanze dal record del 2008, prima di frenare in area 110. S'innesca una corsa alle vendite in Borsa, con Milano che conclude a -0,2% dopo perdite di oltre il 2% e Francoforte a -0,56%. I rischi inflazionistici fanno il resto: le attese per la Bce tornano a prezzare in pieno tre rialzi dei tassi quest'anno mandando in tilt i titoli di Stato europei, col Btp decennale che si riavvicina alla soglia del 4% e lo spread oltre 90. E' in questo scenario, col presidente Trump che pare impantanato in Iran, che Panetta, a una conferenza del ministero degli Esteri sulla sicurezza economica, evoca preoccupazioni per «possibili ripercussioni sulla stabilità finanziaria». Spiega che «in presenza di volatilità e incertezza elevate, le fragilità preesistenti potrebbero trasformarsi in canali di amplificazione degli shock». L'Italia, secondo il Global Economic Outlook di S&P Global Ratings, con un'impennata di circa 75 punti base dallo scoppio della guerra, è quarta fra le maggiori economie mondiali dopo Turchia, Sudafrica e Brasile, e prima in Europa, per l'impatto dello shock energetico sui rendimenti dei titoli di Stato.












