Nuova ondata di barche verso Gaza, nuovo tentativo di intercettazione, mentre da Ashkelon arriva la notizia della proroga di ulteriori sei giorni della della detenzione dei due attivisti catturati durante il primo raid, Thiago Avila e Saif Abukashek. Si alza il livello di scontro fra Israele e la flotilla umanitaria che a breve salperà da Creta per fare rotta verso Gaza.
“Barche sottoposte a sorveglianza militare attiva”
Ieri notte quattro vele della Freedom Floatilla Coalition, dirette a Creta per ricongiungersi con le barche sfuggite al raid israeliano, sono state inseguite da droni e imbarcazioni “fantasma” in acque internazionali al largo della Grecia. “Tutti gli occhi sulla Freedom, ce li abbiamo addosso”, il messaggio rapidamente rimbalzato dai ponti delle barche ai social e ai centri di coordinamento della missione a terra.
L’allarme è scattato attorno alle 21, quando sulla piccola flotta i droni hanno iniziato ad abbassarsi sempre di più. Poco dopo, gli equipaggi raccontano di aver sentito il rumore di un velivolo. Applicazioni pubbliche di tracciamento – hanno fatto sapere da bordo – come Marine Traffic hanno svelato che un Lockheed Martin statunitense ha sorvolato a lungo la flotta, mentre le barche a babordo hanno iniziato a vedere luci di posizione bianche che improvvisamente si sono spente. Subito dal mare è arrivato l’allarme. “Le barche sono sottoposte a sorveglianza militare attiva e intimidazioni”, hanno fatto sapere da bordo.












