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2 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:38
C’è un’altra Flotilla che sta navigando verso Gaza. Le prime due barche, le più piccole, tra i 10 e i 12 metri, sono partite il 25 settembre. Due giorni dopo da Catania ne sono salpate altre otto. Il 30, infine, da Otranto ha preso il mare l'”ammiraglia”, la Conscience, nave da 68 metri e una stazza lorda 1029 tonnellate. E’ un progetto congiunto tra Freedom Flotilla Coalition, che solca i mari da 18 anni per promuovere i diritti dei palestinesi, e Thousand Madleen. L’obiettivo è ricongiungersi a Creta e portare fino alla Striscia un centinaio di persone tra medici, infermieri e giornalisti.
“Oltre ai civili, Israele colpisce metodicamente professionisti sanitari e reporter – spiega Michele Borgia, portavoce italiano della Freedom Flotilla -. I giornalisti, è il ragionamento, vanno zittiti perché raccontano quello che accade nella Striscia. I medici, invece, vengono eliminati in modo che i feriti non possano essere curati. Tutto questo serve a colpire una popolazione civile già stremata da due anni di bombardamenti”. Da qui l’idea di trasportare sulle barche non solo 18 tonnellate di aiuti umanitari ma persone, professionisti in grado di rompere questo assedio a due diritti fondamentali: alla salute e all’informazione. “L’idea è che dicendo ‘non portiamo solo sacchi di farina ma anche decine di medici’ Israele decida di non creare problemi – prosegue Borgia -. Perché quando queste persone verranno arrestate i governi dovranno necessariamente intervenire“.












