“Il killer è nel cibo, non nell’aria. Non ha dunque alcun senso tenere ancora tutte quelle persone ‘a mollo’: facciamole scendere e semmai teniamole in quarantena sulla terraferma”. Sono molto pratiche le considerazioni di Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus Bio-medico di Roma, che dinanzi all’ennesimo focolaio su una nave da crociera lancia una proposta: “Basta navigare a vista. Serve piano epidemico specifico per le navi da crociera”.

La situazione dei casi

Stando agli ultimi aggiornamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ad oggi sulla nave da crociera bloccata al largo di Capo Verde sono stati segnalati 7 casi di Hantavirus, 2 confermati in laboratorio e 5 sospetti. Tra questi sono stati registrati 3 decessi, mentre un paziente è in condizioni critiche e 3 persone hanno riportato sintomi lievi. Inoltre, l’Oms ha annunciato di aver avviato le procedure per rintracciare i passeggeri del volo con cui la passeggera olandese, infetta da Hantavirus, è stata evacuata dall’isola di Sant’Elena a Johannesburg, in Sudafrica, dove è deceduta in ospedale. Secondo l’Oms, la donna olandese di 69 anni, il cui marito di 70 anni è morto a bordo della nave, è sbarcata a Sant’Elena il 24 aprile “con sintomi gastrointestinali” e si è poi imbarcata il giorno successivo per Johannesburg. È deceduta il 26 aprile e la sua infezione da Hantavirus è stata confermata ieri. “È stata avviata una ricerca per rintracciare i passeggeri di questo volo", precisa l'Oms.