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Ultimo aggiornamento: 16:40
Il focolaio di hantavirus che ha causato tre decessi a bordo della nave da crociera Hondius, ferma al largo di Capo Verde e potenzialmente diretta verso le Canarie (si attende l’ok della Spagna) per ulteriori valutazioni sanitarie, potrebbe aprire uno scenario inedito dal punto di vista epidemiologico. Gli esperti invitano alla cautela, ma escludono derive allarmistiche, sottolineando la necessità di un’analisi scientifica approfondita del caso. A chiarire il quadro, tra gli altri scienziati, è Fabrizio Pulvirenti, direttore della Uoc di Malattie infettive dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, che richiama l’attenzione sulla natura del virus e sulle sue modalità di trasmissione: “La trasmissione interumana è documentata in modo solido soltanto per il ceppo Andes, circolante in America meridionale, attraverso un meccanismo ancora non del tutto chiarito. Per tutti gli altri ceppi, inclusi quelli europei come Puumala e Dobrava, non costituisce una via di contagio rilevante”.
Il serbatoio principale resta il roditore. “Il ratto (Rattus rattus e Rattus norvegicus) – ricorda Pulvirenti – è serbatoio o vettore di numerosi agenti patogeni: la leptospirosi, trasmessa attraverso le loro urine contaminate che raggiungono acque o il suolo; la salmonellosi e altre tossinfezioni alimentari, favorite dalla contaminazione di derrate con i loro escrementi; la febbre da morso di ratto, causata da Streptobacillus moniliformis”. Per quanto riguarda l’hantavirus, il rischio resta contenuto per la popolazione generale: “Il rischio per chi non ha avuto contatti con roditori infetti – osserva – resta estremamente basso. Ciò che questo caso richiede è un’indagine epidemiologica rigorosa con l’identificazione del ceppo, la ricostruzione dell’esposizione, la definizione della finestra temporale, ma certamente non allarmismo”. Il contagio nell’uomo, aggiunge, “avviene per inalazione di aerosol contaminati da escrezioni infette (urina, feci essiccate, saliva) o, più raramente, per contatto diretto con materiale biologico dell’animale”.













