Tra le possibili vie di trasmissione dell'Hantavirus che ha colpito la nave da crociera nell'Oceano Atlantico c'è anche il consumo di cibo contaminato. Lo scrive Matteo Bassetti su X, specificando come tuttavia sia una via di trasmissione più rara rispetto all'inalazione del virus disperso nell'aria da urina, feci o saliva di roditori infetti. Ma non solo.

L'infettivologo parla anche dell'esistenza di un ceppo del virus, l'Andes virus (ANDV), che si trasmette tra gli esseri umani ed è tipico del Sud America, proprio dove la nave è salpata tre settimane fa. Le persone avrebbero dunque potuto contagiarsi in Argentina, prima della partenza. È della stessa idea la presidente della Società Italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) Cristina Mussini: "Avendo l'Hantavirus un periodo di incubazione tra i 2 e i 20 giorni, è probabile che uno o più passeggeri fossero già infetti al momento dell'imbarco".

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Mussini invita a tenere la guardia alta senza però creare allarmismi ingiustificati, sottolineando come la trasmissione interumana sia estremamente rara. E conclude: "Si tratta di tipi di virus che conosciamo abbastanza bene: sono presenti da anni nei Paesi balcanici e piuttosto frequenti in Serbia e in Bosnia. Ma non ci sono mai stati casi autoctoni nel nostro Paese".