Chi abbia letto o sfogliato le pagine dei giornali nazionali o compulsato anche frettolosamente l’universo dei social facilmente abbordabile sui nostri telefoni cellulari ha percepito una rappresentazione deprimente e tutta in negativo dell’ultimo 25 Aprile, definito da qualcuno come il peggiore della lunga storia di questa annuale festività nazionale. E indubbiamente i fatti di Milano, Bologna e Roma sono stati, per la loro pesante abnormità, alla base di queste considerazioni. Ma è stato ovunque così? Direi proprio di no! Anzi, per quella che è stata la mia ormai lunga esperienza di partecipazione a questa festa, prima come cittadino, poi deputato, sindaco, e ora presidente dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea della provincia, la sparo grossa: questo è stato forse il migliore 25 Aprile che ricordi. E non solo per la quantità dei presenti, ma per la qualità delle commemorazioni che l’hanno preceduta e accompagnata. Naturalmente, prima di fare questa impegnativa osservazione, mi sono consultato con gli altri membri dell’Istituto, a partire dal direttore Gigi Garelli, professore costantemente a contatto con le scuole, nonché con alcuni dei sindaci e giornalisti che conosco. E tutti mi hanno rassicurato, dicendo di aver avuto, in effetti, la stessa impressione.Intanto, nei duecentoquarantasette comuni della provincia, piccoli o grandi che fossero, si è rimasti fedeli al tradizionale, festoso, appuntamento: la messa, il corteo con la posa di corone alle lapidi dei caduti, il discorso delle autorità, sindaci in testa. Erano tutti comunisti o «garibaldini»? Suvvia, le amministrazioni classificabili di centrosinistra sono una esigua minoranza nella nostra provincia! In molti posti, inoltre, si sono tenute nella settimana precedente riunioni commemorative specifiche per capire il tema della Resistenza con approfondimenti storici generali a cui hanno chiesto a noi dell’Istituto di dare più circostanziate notizie sulla base della vasta documentazione che si è raccolta negli anni e si continua a raccogliere.