Il carisma e la popolarità che Alex Zanardi si è conquistato negli anni non dipendono solo dalle drammatiche vicende della sua biografia, bensì anche dal modo in cui egli ha reagito ad esse in un percorso di conoscenza e fattiva operosità che ha voluto comunicare al mondo. Il suo non è stato solo un “caso esemplare”, ma una riflessione condivisa sul significato ultimo della vita, sulle dinamiche più profonde che reggono le nostre esistenze.

Così si spiegano le tante testimonianze e spunti che di questa riflessione che ha voluto lasciarci in libri, interviste, conferenze, presenze nelle scuole e negli istituti universitari. Una riflessione “filosofica” che ognuno può fare a diversi livelli di profondità ma che, in quanto uomini, dovrebbe tutti accomunicarci perché una vita passata lasciandosi vivere, e non pensata e vissuta in prima persona, non è degna di essere chiamata tale. In questo percorso, lo sport è diventato per Zanardi metafora della vita, come è chiarito, con esempi storici concreti, nell’ultimo libro da lui pubblicato, scritto, come gli altri, insieme al giornalista Gianluca Gasparini: “Quel ficcanaso di Zanardi. Osservando lo sport ho capito meglio la vita” (Rizzoli, 2019).