Ci sono vite che non si raccontano solo attraverso lo sport, ma attraverso la capacità di resistere quando tutto sembra crollare. Quella di Alex Zanardi appartiene a questa categoria rara: non soltanto un ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico, ma un uomo diventato nel tempo un simbolo universale di forza, determinazione e rinascita. La sua storia sportiva è stata segnata da due eventi drammatici che hanno cambiato per sempre il suo destino. Il primo risale al 15 settembre 2001, il secondo al 19 giugno 2020.
Negli ultimi anni Zanardi aveva vissuto in Veneto, a Padova, insieme alla moglie Daniela Manni e al figlio, dopo aver scelto quella regione come sua casa da oltre due decenni. Era ospitato in una struttura sanitaria specializzata nella zona sud della città, dove era seguito costantemente da personale medico e riabilitativo. La sua quotidianità, segnata da condizioni estremamente delicate, alternava momenti di assistenza continua a brevi uscite in carrozzina, sempre all’interno di un ambiente protetto e riservato.
Il suo stato di salute era la conseguenza del gravissimo incidente del 19 giugno 2020, avvenuto in Toscana durante la staffetta solidale “Obiettivo Tricolore”. In quell’occasione, mentre percorreva la strada tra Pienza e San Quirico d’Orcia con la sua handbike, perse il controllo del mezzo e invase la corsia opposta, scontrandosi violentemente con un camion. L’impatto gli provocò traumi gravissimi al volto e al cranio, rendendo necessario un immediato intervento d’urgenza e un lungo periodo in terapia intensiva.












