Prima gli scontri in strada, poi le polemiche sul destino dell’edificio: l’ex centro sociale Askatasuna ritorna al centro del dibattito politico dopo il corteo del Primo Maggio, concluso con nuove tensioni in corso Regina Margherita. Ma anche in via Balbo, dove un gruppo di antagonisti è riuscito ad aprire il cancello del giardino che attivisti e residenti avevano chiesto di utilizzare per la tradizionale grigliata, che poi non è stata autorizzata. Da quello che è successo prima e quello che è successo dopo il corteo, arriva la reazione dei cittadini. «La prefettura ha detto di no all’utilizzo del giardino, il Comune ha fatto spallucce — ricorda, in una nota pubblicata ieri sui social, il comitato Vanchiglia Insieme — Di fronte a questo muro, rispondiamo con le iniziative e continueremo a chiedere spazi liberi e un quartiere smilitarizzato: non faremo un passo indietro di fronte alla strategia della paura».
L’oggetto del contendere è ancora una volta lo stabile comunale di corso Regina 47, sgomberato il 18 dicembre. Data in cui è saltato definitivamente anche il patto di collaborazione che prevedeva di affidare giardino e piano terra a un gruppo di cittadini: la Città ha preso atto del mancato rispetto degli accordi e ha cancellato l’ex Aska dall’elenco dei “beni comuni”. Da allora, però, non ci sono stati passi avanti sugli usi futuri: «A oggi, dopo lo sgombero di dicembre su ordine del ministero dell’Interno, l’immobile è stato reso inagibile proprio per disposizione del ministero stesso — spiegava il sindaco Stefano Lo Russo nell’intervista rilasciata a Repubblica esattamente un mese fa — L’obiettivo resta garantire l’uso di corso Regina 47 a fini sociali per il quartiere il prima possibile. Il problema è capire che cosa fare e con chi, poi c’è un tema di formula giuridica da adottare. Certo, c’è anche la questione delle risorse economiche: ricordo che quella dello sgombero è una decisione che abbiamo subito».








