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I due, 50enni, sono accusati di incendio boschivo colposo aggravato. Il bilancio delle fiamme: 400 ancora sfollati, una casa distrutta e altre danneggiate
© Ansa
Hanno dato fuoco a rami e sterpaglie senza pensare agli effetti devastanti che il vento di questi giorni avrebbe potuto avere. Due giardinieri di Lucca sono indagati per il devastante incendio che in quattro giorni ha distrutto quasi 800 ettari di pendici sul Monte Faeta, tra Lucca e Pisa. I due sono accusati di incendio boschivo colposo aggravato.
La prima scintilla sarebbe scoccata la mattina del 28 aprile. I giardinieri, 50enni con partita Iva, erano stati incaricati dalla proprietà di un oliveto a Santa Maria del Giudice di potare le piante. I due, come hanno ammesso ai carabinieri forestali, avrebbero poi deciso di dare fuoco ai rami potati accanto a un bosco. Il vento di grecale ha spinto le fiamme verso il Monte Faeta facendo divampare il rogo.











