UDINE. Senza energie e senza voglia. Il Toro si ferma nel modo peggiore in Friuli in una partita che contava poco per la stagione, ma tantissimo per l’orgoglio: lunedì si ricorda il Grande Torino e la squadra di D’Aversa salirà a Superga con un 2-0 sul groppone dopo una stagione deludente. Il tecnico “traghettatore” ci teneva a fare bene a Udine, anche per animare le speranze di entrare nella parte sinistra della classifica oltre a quella di superare i 44 punti fatti lo scorso anno, ma questa volta non c’è stata neanche la reazione come contro l’Inter. L’Udinese ha segnato due gol a cavallo dell’intervallo (prima Ehizibue, poi Kristensen) per regali difensivi e non ha rischiato praticamente nulla contro un Toro che si è presentato con animo rinunciatario (Simeone unica punta titolare), subendo una squadra che non aveva nulla da giocarsi. L’occasione era ghiotta per il Torino, ma è stata malamente sprecata e così la striscia di quattro risultati utili consecutivi si ferma malamente.

Tra terremoto del Friuli e Grande Torino

Il clima è particolare allo stadio, visto che questa è una partita piena di storia e ricordi. Non a caso le maglie delle due squadre sono speciali: l’Udinese ricorda i 50 anni del devastante terremoto in Friuli, mentre il Toro onora il Grande Torino scomparso il 4 maggio 1949. Il presente, invece, è una situazione di classifica tranquilla e una piccola emergenza infortuni che ridisegna i due attacci. I bianconeri padroni di casa sono senza Davis e così si affidano ad un 3-4-2-1 con Zaniolo ed Ekkelnkamp a sostegno di Buksa, mentre i granata non hanno Zapata e Adams con D’Aversa a rispolverare il doppio trequartista (Casadei e Vlasic) per aiutare Simeone. L’inizio è favorevole al Toro, visto che dopo 4 minuti Simeone ha l’occasione per segnare subito su assist di Lazaro, ma il tiro dell’argentino è addosso al portiere Okoye. L’Udinese reagisce subito, ma il tiro di Kabasele viene respinto in angolo e poi Solet di testa sfiora il gol.