CREMONA. L’unica cosa buona per il Toro è che il punticino strappato alla Cremonese, dopo una partita povera di idee e coraggio, vale quota 40 punti e quindi la certezza della salvezza. Tutto il resto, invece, è da dimenticare dopo una partita in cui il primo (e unico) tiro in porta è arrivato dopo 94 minuti di noia e dopo che il Var ha annullato il gol di Baschirotto al 61’ (fallo sul portiere) che poteva costare carissimo vista la prestazione insufficiente dei granata. Un episodio che farà discutere, come il mancato rigore concesso all’andata per fallo di mano di Simeone all’ultimo assalto, e così i grigiorossi lombardi che lottano per restare in Serie A possono solo recriminare. Contro questo Toro hanno dominato nel possesso palla (65%) e tirato di più (10 volte, di cui 4 in porta), ma alla fine lo 0-0 serve poco o nulla. Un po’ come per il Toro, che cercava la terza vittoria di fila dopo 7 anni ed invece deve ancora arrendersi allo storico tabù.
Primo tempo di rara bruttezza
D’Aversa conferma la squadra che ha battuto il Verona, sostituendo lo squalificato Ismajli con Maripan, mentre Giampaolo si affida al 4-4-2 con la coppia offensiva formata dagli ex granata Bonazzoli e Sanabria. Le squadre partono con il freno a mano tirato e l’unico brivido arriva così dal rinvio sbagliato di Paleari al 10’, senza che nessuno della Cremonese ne riesca ad approfittare. Il gioco è lento e pieno di errori individuali: il primo tempo è una gara allo sbadiglio, visto che il Toro non riesce a pungere anche dopo aver alzato Pedersen (praticamente un centravanti aggiunto) e messo Casadei vicino a Vlasic. Adams è spesso fuori dai giochi e Simeone fatica a incidere, mentre l’unico a provarci è Bonazzoli: al 42’ il suo tiro è altissimo e al 45’ il rasoterra è facile preda di Paleari.







