TORINO. Non esonera un allenatore da oltre 1500 giorni, l’ultimo di una lunga serie di licenziamenti (ben 15 in 20 anni) fu il “maestro” Giampaolo nel gennaio 2021, ma Urbano Cairo va di fretta dopo aver scaricato pubblicamente Paolo Vanoli con frasi e toni che non si erano mai visti nel suo Toro. Più del finale deludente, un déjà-vu per il presidente e per il mondo granata, pesa il modo in cui il tecnico debuttante in Serie A non ha mai nascosto le incomprensioni sul mercato (in primis l’addio a sua insaputa di Bellanova e la mancata sostituzione di Zapata) oltre al rapporto di ferro con la tifoseria. Che sta riempiendo i social per ringraziarlo e difenderlo, ma Cairo ha già deciso di esonerarlo dopo una sola stagione insieme e l’obiettivo salvezza raggiunto con largo anticipo, dopo aver vissuto un girone d’andata sull’ottovolante.
L’ANALISI
Il Toro chiude il campionato tra i fischi. E Cairo scarica Vanoli
Salvo cambi di programma o colpi di scena, oggi a Milano il patron e il tecnico si vedranno a pranzo per congedarsi il prima possibile. Possibile la risoluzione del contratto in scadenza tra un anno, visto che non mancano le offerte a Vanoli e il Toro ha già avviato il casting per il suo sostituto. Il favorito sembra essere Marco Baroni, in uscita dalla Lazio e apprezzato sia per come conosce il calcio sia per il suo essere aziendalista. Si è fatto le ossa in giro per l’Italia e ha preso la laurea con Lotito, ma non ci sono solo i granata su di lui: la Fiorentina, dove a sorpresa si è dimesso Palladino, sta cercando un sostituto e Baroni – fiorentino doc cresciuto nel vivaio viola – è più di un’idea.






