È l’umanitaria Flotilla ma sembra la vecchia pubblicità dei preservativi: “Di chi è questo?”, “È mio”, “È mio”, “È mio”. Sulla Flotilla si mangia, si beve e soprattutto si fischia, d’altronde i profilattici abbondano. Ci si droga, anche, sempre stando ai video girati dai soldati israeliani subito dopo l’abbordaggio della notte scorsa, però ovviamente sono stati i militari a disseminare il ponte di bustine equivoche. Vuoi che islamici e filo-palestinesi trasgrediscano così i dettami del profeta?

Comunque il cibo e le medicine per i gazawi possono attendere, come l’anno scorso, quando gli attivisti pur di non consegnare tonno e riso alla Chiesa, la quale li avrebbe portati ai bisognosi tramite i corridoi umanitari, hanno lasciato galleggiare tutto in cambusa. Il simbolo della crociera era la spagnola Hanan Alcalde detta “Barbie Gaza”, bionda, musulmana e influencer convertita ad Allah che sopraccoperta continuava a ballare, come durante la prima “sosta tecnica” alle Baleari.

Quest’anno le danze sono più prosaiche e sottocoperta, sebbene in questi giorni alcune attiviste abbiano riferito che già durante la precedente missione uno dei missionari, il ragazzotto brasiliano Thiago Ávila, faceva il mandrillo. “Di chi è questo?”. “É meu”. I filmati diffusi ieri mostrano profilattici e attenzioni che in questi venti giorni di navigazione non erano completamente rivolte alla popolazione della Striscia, intesa come Gaza. Non ci spieghiamo come sia potuto accadere. Avevamo avuto solo un lieve sospetto ma niente di più quando la partenza del grosso della ciurma, il 12 aprile da Barcellona, era stata preceduta al porto da due giorni di festival musicale ed enogastronomico. Più che l’aria di mare si respirava quella del porro, non l’ortaggio ma lo spinello in spagnolo.