Fra queste, già un anno fa, l’intermediazione di attori terzi come il cardinale e patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa. Evidentemente l’intento era meno nobile del previsto e questo era intuibile dal silenzio selettivo e omertoso nei confronti del racket sui beni alimentari da parte di Hamas, che depredava i camion in ingresso da Israele per rivenderne il contenuto alla popolazione a un prezzo nettamente superiore. Sorge quindi il sospetto che il vero movente del tutto non fosse veramente la genuina e innocente assistenza dei civili, quanto più lo spasmodico desiderio di spettacolarizzare in diretta mondiale una provocazione che avrebbe spinto qualsiasi Stato a fermare attori stranieri intenzionati a varcare le porte dei propri confini nazionali.
Flotilla spiaggiata: «Israele ci ha sequestrato» Ma a bordo droga, preservativi e capriole
Fine della gita in barca per la Global Sumud Flotilla. La spedizione internazionale salpata dai porti europei a inizio aprile, con il teorico obiettiv...
















