Sono settimane turbolente per il calcio italiano. Tutto è cominciato quasi un mese fa, con la sconfitta dell'Italia in Bosnia e le conseguenti dimissioni, due giorni dopo, del presidente della Figc, Gabriele Gravina.
"Non sono stato costretto, nella maniera più assoluta", afferma il numero uno uscente della Federcalcio ospite a Otto e mezzo su La7. "È stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare ai Mondiali e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno. È stato giusto dimettersi". Di una cosa, però, è certo: "Non ritengo di aver fallito. Se legato a piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell'attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, la nostra Federazione è tra le più apprezzate in Europa". Poi sottolinea che "gli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non ha, ci sono confusioni di ruoli. Tutti sono convinti che i giocatori della nazionale dipendono dalla Figc, ma esistono i campionati, leghe e regole. Purtroppo esistono leggi e statuti, regole che bisogna rispettare. Non puoi attivare un meccanismo di riforma se tutti non sono d'accordo".
"Perché mi sono dimesso": Gabriele Gravina a Otto e mezzo, guarda qui il video di La7








