Quel filo rosso che lega malattia renale cronica, sovrappeso e diabete con metabolismo alterato, ipertensione ed aumento del colesterolo con conseguenti pericoli per il cuore, a maggior rischio d’infarto e scompenso, non esaurisce il suo percorso con questi soli organi ed apparati. Ma prosegue ben oltre la sindrome cardio-nefro-metabolica, meglio nota con la sigla anglosassone CKM. Tanto da arrivare al punto di rappresentare un elemento di rischio per lo sviluppo di tumori, in quella che viene definita cardio-oncologia inversa. In soldoni: le malattie cardiovascolari e del metabolismo con i relativi fattori di rischio aumentano anche il pericolo di cancro. Contromisure? Puntiamo sulle scelte di vita sane. Perché oltre a proteggere cuore e vasi, ridurremmo anche la probabilità di andare incontro a neoplasie. A lanciare l’appello, numeri alla mano, è una ricerca pubblicata su Circulation: Population Health and Outcomes (primo nome Tatsuhiko Azegami), coordinata da Hidehiro Kaneko, del dipartimento di medicina cardiovascolare dell'Università di Tokyo.

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Il rischio sale con la gravità del quadro

La sindrome viene classificata in stadi in base alla gravità: si va da un punteggio 0, con assenza di fattori di rischio, fino allo stadio 4, con manifestazione cliniche come infarto, ictus o insufficienza cardiaca. Lo studio dei ricercatori dell’Università di Tokyo ha analizzato specificamente il legame tra il quadro cardio-nefro-metabolico e il cancro, considerando soprattutto se lo stadio della sindrome CKM potesse fornire indicazioni sul rischio di sviluppare un tumore.