Silenziosa, spesso invisibile, ma sempre più diffusa: la malattia renale cronica si sta trasformando in una delle principali minacce per la salute globale. Secondo un’analisi pubblicata sulla rivista The Lancet e firmata dal nefrologo William Herrington, entro il 2050 potrebbe diventare la quinta causa di morte nel mondo. Un dato che colpisce, ma che non arriva all’improvviso. Già oggi i numeri sono imponenti: si stima che circa 850 milioni di persone convivano con questa patologia a livello globale. Di queste, almeno 4 milioni si trovano in una fase avanzata tale da richiedere trattamenti salvavita come dialisi o trapianto di rene. Il vero problema è che la malattia renale cronica si sviluppa lentamente e, nelle fasi iniziali, non dà sintomi evidenti.

Molti pazienti scoprono di esserne affetti quando il danno ai reni è già significativo. È proprio questa natura “nascosta” a renderla particolarmente pericolosa. La malattia renale cronica è una riduzione della capacità dei reni di filtrare le scorie dal sangue, che persiste per almeno tre mesi. Tra le cause principali ci sono diabete mellito di tipo 2: rappresenta la principale causa di insufficienza renale, ipertensione arteriosa: la pressione alta danneggia i vasi sanguigni renali, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica: aumentano il rischio di danno renale