Non è solo una questione di 'filtri' che non funzionano: la malattia renale cronica è un'onda d'urto che investe l'intero organismo, arrivando a colpire il sistema nervoso, il cuore e i muscoli.
In occasione della Giornata mondiale del rene, che ricorre il 12 marzo, gli esperti lanciano un monito chiaro: entro il 2040, questa patologia, che colpisce quasi 800 milioni nel mondo, potrebbe diventare la quinta causa di morte a livello globale. L'aumento dei casi è legato all'invecchiamento della popolazione, ma anche alla diffusione capillare di diabete, ipertensione, obesità e sindrome metabolica.
"La malattia renale cronica è un vero e proprio 'killer silenzioso' perché nelle fasi iniziali non dà sintomi evidenti - spiega Annalisa Noce, professoressa associata di nefrologia all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata -. Molti pazienti scoprono di esserne affetti quando il danno è già avanzato e le funzioni espletate dai reni sono seriamente compromesse. È una patologia ancora troppo sottovalutata, eppure, se non trattata adeguatamente, la malattia renale cronica comporta complicanze cardiovascolari gravissime, con un rischio di mortalità fino a otto volte superiore rispetto alla popolazione generale, oltre a pesanti ripercussioni su ossa e muscoli".








