Che esista un asse in grado di collegare direttamente la salute del rene e del cervello passando per il rene non è certo una novità. Non per nulla, quando si parla di organi “nobili” del corpo umano, sono proprio questi che fanno parte della lista. Quello che si comincia a scoprire è però che in presenza di malattia renale cronica il declino cognitivo e i danni a cuore e sistema nervoso non sono gli stessi in uomini e donne. E, soprattutto, si rivela come la neurodegenerazione che si associa al deficit della funzione renale si muova attraverso percorsi di genere che impongono attenzioni e strategie di identificazione e cura su misura. A segnalarlo è una ricerca apparsa su American Journal of Physiology - Heart and Circulatory Physiology, condotta da un gruppo di studiosi della Joan C. Edwards School of Medicine dell’Università Marshall coordinati da Sneha S. Pillai e Komal Sodhi in collaborazione con il National Institute on Aging del National Institutes of Health (NIH).
Declino cognitivo sotto esame
Gli esperti sono andati a valutare come esista un’interazione genere-specifica nell'asse rene-cuore-cervello in presenza di malattia renale cronica. E hanno scoperto che negli uomini si rilevano un maggiore deterioramento cognitivo e riduzioni più pronunciate della funzionalità cardiaca rispetto alle donne. Anche per questi motivi gli uomini con deficit renali spesso vanno incontro a effetti cognitivi più gravi e quindi necessitano di strategie di screening e controllo personalizzate.






