Soltanto lui poteva permettersi di prendere elegantemente in giro il padrone di casa Trump, con una battuta sulla famosa sala da ballo che il presidente americano vuole assolutamente far costruire alla Casa Bianca. «Non posso fare a meno di ricordare che anche noi Britannici abbiamo dato il nostro piccolo contributo all’ammodernamento di questo edificio nel 1814», ha scandito sornione re Carlo, facendo scoppiare in una sonora risata Donald e il resto dei commensali alla cena di gala a Washington. Riferimento erudito: le truppe inglesi durante la guerra di inizio Ottocento contro gli ex sudditi americani occuparono e incendiarono mezza capitale dei neonati Stati Uniti. Battuta ancora più sottile se si considera che il presidente - palazzinaro newyorchese - di ristrutturazioni immobiliari se ne intende.Come sua madre Elisabetta nel 1957, anche Carlo in questa visita ha sfoderato il meglio dell’umorismo inglese, in un esercizio di raffinata diplomazia che dietro la forma ironica e all’apparenza distaccata riesce a mandare messaggi molto chiari senza irritare il suo interlocutore. Missione particolarmente delicata con Trump e la sua amministrazione.

Re Carlo scherza con Trump a cena: "Altro che tedesco, senza di noi parlereste francese"