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29 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 12:39
Per il New York Times il suo discorso “è stata una dimostrazione di statura politica che molti, in queste aule, hanno tentato invano di raggiungere”. Le “aule” a cui fa riferimento sono quelle del Congresso americano, dove Re Carlo III ha tenuto un discorso che ha ricevuto consensi bipartisan dagli scranni repubblicani e democratici. Lo stesso onore era toccato in precedenza solo alla madre, la regina Elisabetta II, nel 1991. A sintetizzarne il contenuto, il Telegraph: l’intervento del sovrano, si legge sul giornale inglese, ha rappresentato “una raffinata operazione diplomatica” dove “sotto toni eleganti e riferimenti culturali”, il sovrano “ha ribadito messaggi chiave del governo britannico su Nato, equilibrio dei poteri e cooperazione transatlantica, lanciando velate critiche alle posizioni di Donald Trump senza mai nominarlo direttamente”. In sostanza, per il giornale inglese, il re ha dimostrato di essere “l’unico leader britannico che Trump ascolta”. E dopo aver ribadito la centralità della Nato nel suo discorso al Congresso, re Carlo ha tirato un’altra frecciata a al presidente Usa durante la cena di Stato rivendicando il suo ruolo in Canada che il tycoon vorrebbe trasformare nel 51° Stato Usa. “Tra poche settimane, gli Stati Uniti e il Canada saranno tra coloro ospiteranno la coppa del mondo di Calcio. Dunque, in un certo senso presidente, in quanto Capi di Stato, siamo co-ospitanti!” ha dichiarato il sovrano britannico.










