PADOVA - Torna in mente quella vecchia battuta di un alto esponente del Comune di Padova: «La presidenza della Fondazione Cariparo è diventata la carica più ambita. Chi viene eletto diventa il Papa della città». Una metafora che rende l'idea del prestigio ma anche delle intricate dinamiche di potere che porteranno alla nomina.
Dopo giorni di manovre sotterranee e trattative segrete, ci prepariamo ad assistere a un piccolo conclave: la prima votazione è prevista domani pomeriggio e poi si andrà avanti fino a quando non ci sarà un vincitore. I candidati in lizza sono tre professori universitari di alto rango, tutti legati all'ateneo di Padova: Rosario Rizzuto, Andrea Rinaldo e Cesare Dosi. I membri del Consiglio generale chiamati al voto sono 20. Se saranno tutti presenti serviranno 14 preferenze per ottenere l'elezione.
Parliamo di un ente no profit in grado di versare una pioggia di milioni su Padova e Rovigo. La Fondazione ha in portafoglio anche l'1,88% delle azioni di IntesaSanpaolo, la principale banca italiana. Dallo sport alla cultura, dal sociale alla ricerca: non c'è settore che non abbia ricevuto contributi. Nel 2025 sono stati impegnati 133 milioni e altri 100 sono previsti per il 2026, giusto per rendere l'idea. È la cassaforte di due province e solo una persona avrà i codici per accedervi.










