Per la prima volta regna l’incertezza sul futuro prossimo della Fondazione CrAl: gemmata dalla Cassa di risparmio di Alessandria nel 1991 ha avuto un primo presidente, Gianfranco Pittatore, in carica per quasi vent’anni, fino al 2009; gli subentrò Pier Angelo Taverna che lasciò nel 2019 a Luciano Mariano. Un turn-over avvenuto sempre in maniera ordinata, preparato per tempo. Ma stavolta no: l’improvvisa e tragica scomparsa di Mariano, che coincide fra l’altro con la scadenza dell’attuale Cda (solo lui sarebbe rimasto in carica ancora due anni), ha dato al cambiamento un’accelerazione inverosimile, spiazzando un po’ tutti.
A questo punto il pallino l’ha in mano il Consiglio generale della Fondazione, che si riunisce oggi: undici membri, quasi tutti indicati in terzine da vari enti – dal Prefetto al Comune di Alessandria, dalla Camera di commercio ai vescovi e così via – e poi cooptati, quindi non tenuti in linea di massima ad alcun mandato se non quello della coscienza personale. Anche per questo appare poco chiaro se esista una maggioranza e di quale colore politico.
Sulle nomine in Fondazione CrAl i partiti fanno pressioni, si va verso la presidenza di Arrobbio
I partiti comunque non hanno perso tempo nel tentare di accaparrarsi la poltrona principale di quella che viene a ragione ritenuta la cassaforte della provincia, visto che ha un patrimonio di quasi 220 milioni e quest’anno erogherà 8,2 milioni in progetti, bandi, proposte. Si è mossa ovviamente la Lega, il cui capogruppo alla Camera è un alessandrino, Riccardo Molinari, da sempre, si dice, in ottimi rapporti con il ministro competente, cioè Giancarlo Giorgetti che guida il Mef. Il prescelto sarebbe Paolo Arrobbio, manager bancario, già a capo della multiutility comunale Amag durante la consiliatura di Giancarlo Cuttica e inoltre casalese come l’uomo forte di FdI in Piemonte, l’assessore regionale Federico Riboldi.









