Una sorta di contratto transitorio, perché comunque l’ex presidente ha già in tasca un biglietto per Roma: sarà candidato alle politiche nel 2027. Una storia buffa messa in scena per poco più di 12 mesi, ravvivata da continui colpi di scena. Il primo a strepitare fu l’allora eurodeputato: «Mi candido alla guida della Regione solo se i miei due predecessori (oltre a Emiliano, anche Nichi Vendola) non sono in lista per il Consiglio regionale». Il Nazareno entrò in fibrillazione, e ora come facciamo?

In quattro e quattr’otto il capogruppo dem in Senato, Francesco Boccia, ricevette il casco blu e fu spedito sul luogo del misfatto: «Trova una soluzione». Il mediatore tornò a Roma tutto giulivo con l’uovo di Colombo: Michele lo mettiamo direttamente in giunta. I contendenti firmano così un patto solenne, e garante fu proprio Elly Schlein, che poté tirare un sospiro di sollievo. In fondo, abbiamo trovato una soluzione più che onorevole per l’amico Michele.