Bonus occupazione più ricchi nelle regioni meridionali. Gli incentivi per le assunzioni di giovani e donne, decisi ieri dal governo con il decreto primo maggio, prevedono un ulteriore sconto per le imprese che operano nelle aree della Zes Unica. Con una novità rispetto a quelli in scadenza a maggio: per usufruire degli “sconti” contributivi gli imprenditori dovranno rispettare il cosiddetto “salario giusto”: il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore deve essere allineato ai contratti di riferimento stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali più rappresentative. In sostanza, chi sottopaga i propri dipendenti non avrà diritto agli incentivi. I bonus riguarderanno le assunzioni effettuate dal primo gennaio al 31 dicembre di quest’anno e costeranno, alle casse dello Stato, circa un miliardo di euro. Le agevolazioni riguardano i giovani disoccupati, le donne e i lavoratori delle imprese con meno di dieci dipendenti localizzate nelle aree della Zes.

Partiamo dal bonus donne. L’incentivo è destinato ai datori di lavoro privati che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi o prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno dodici mesi e che appartengono a una delle categorie di “lavoratore svantaggiato” (età tra 15 e 24 anni, senza diploma, over 50, adulto con persone a carico, minoranza etnica, occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media). In questo caso scatta uno sconto sui contributi fino a un massimo di 650 euro al mese (senza alcun effetto sul calcolo delle prestazioni pensionistiche). Una cifra che, per le donne residenti nelle Regioni della Zes Unica per il Mezzogiorno, lievita fino a 800 euro. La spesa prevista è di 26,5 milioni di euro per il 2026, di 63,7 milioni di euro per il 2027 e di 51,3 milioni di euro per il 2028, coperti con il Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027, che ha attualmente una disponibilità complessiva di circa 1,4 miliardi di euro.