Cambiano, e vengono riscritti, gli incentivi al lavoro. Arrivano i bonus donne 2.0, giovani 2.0, Zes 2.0, che vengono potenziati, seppur con dei paletti. Si introduce anche una decontribuzione per i datori di lavoro che favoriscono la conciliazione vita-lavoro. Sono questi alcune delle novità del decreto 1° maggio, che oggi, salvo sorprese dell’ultima ora, approda in Consiglio dei ministri. Ma procediamo con ordine.
Il bonus donne 2.0
Partiamo dalle donne. Per i datori che assumono, dal 1° gennaio al 31 dicembre, a tempo indeterminato donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno dodici mesi e che appartengono ad una delle categorie di cui alle lettere da b) a g) della definizione di “lavoratore svantaggiato”, è riconosciuto, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, l’esonero dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali, nel limite massimo di importo pari a 650 euro su base mensile. L’importo sale a 800 euro se la lavoratrice è residente nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno, ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea. L’assunzione deve comportare un incremento occupazionale netto; e il datore, per beneficiarne, non devono aver licenziato nei sei mesi precedenti (nella medesima unità produttiva).














