"Eravamo la città delle auto, vogliamo diventare la città delle armi?".
Così il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, nel messaggio per la Festa del Lavoro nella memoria liturgica di san Giuseppe Artigiano.
"Desidero condividervi - scrive - il mio turbamento al pensiero che le guerre seminano morte nel mondo eppure qui a Torino, a Susa e in Piemonte rappresentano un vantaggio economico per le aziende che producono forniture militari e si offrono come motore di rilancio dell'occupazione.
Ci va bene così? Accettiamo - prosegue Repole - qualsiasi tipo di lavoro, purché sia lavoro? Lo domando a me prima che ad altri perché siamo corresponsabili, le nostre azioni e i nostri stili di vita sono intrecciati: la città siamo noi, tutti insieme.
Sappiamo - continua - che decenni di crisi industriale hanno lasciato sacche di disoccupazione da risolvere.










