Il Vangelo di Luca e l’attualità: l’arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, non ha risparmiato osservazioni e critiche a una città che festeggia il proprio patrono, ma che sta andando incontro a “un fallimento culturale epocale”.
Tutto ruota (o trae origine) secondo l’alto prelato dal calo demografico che colpisce da vicino la città. “A Torino sta svuotando le scuole, ormai anche le superiori. L'anno prossimo le scuole della città avranno 1147 allievi in meno. E il trend va avanti anche con gli asili: a livello piemontese saranno 7300 in meno. Sempre meno bambini crescono a Torino, sempre meno si preparano ad essere gli adulti di domani”.
Un pensiero va ai temi etici: “È stupido che sia stato sempre deriso e snobbato, considerato bigotto l'insegnamento della Chiesa a sostegno della maternità, miope che per sostenere com'è necessario e doveroso i diritti fondamentali delle donne, siano stati presentati come antitetici al bisogno sociale di natalità triste. E forse anche un po' inquietante, per la tenuta stessa della democrazia, che il termine pro vita sia ormai diventato quasi un insulto da affibbiare ai movimenti che pongono il problema della natalità”.
Ma l’arcivescovo punta il dito anche contro quello che definisce “iper liberismo, che sta trasformando il lavoro in una merce deprecabile. C'è il problema delle aziende che spostano la produzione lontano dalla città. A Torino, poi, il 75% dei giovani, quelli che restano, trova solo più lavori precari, contratti di pochi mesi o addirittura di giorni. Come possiamo pretendere che mettano su famiglia e che facciano dei figli?”.







