L’altroieri, nella ricorrenza di San Giovanni Battista, l’arcivescovo di Torino, Roberto Repole, si è scagliato (e il verbo è evangelicamente corretto) contro i possessori di grandi capitali della sua città, «che preferiscono tenere i soldi in banca anziché investirli nel circuito delle imprese e nello sviluppo dell’economia reale».
Il cardinale Repole a San Giovanni contro «chi tiene i soldi in banca», un’«omelia rivoluzionaria» per svegliare chi non crede nella propria città
Dal Duomo di Torino una versione aggiornata della parabola dei talenti del Vangelo di Matteo. Contro l’immobilità dei capitali tipica di una società anziana e la scarsa propensione a investire nel proprio Paese








