Pronunciate dal pulpito del duomo di Torino in occasione della messa per la festività di san Giovanni, le parole dell’arcivescovo Roberto Repole continuano a risuonare negli ambienti economici della città. Un discorso ampio, quello del cardinale, ma che accanto ai rischi connessi al calo demografico e a un iperliberismo «che sta trasformando il lavoro in una merce disprezzabile» ha voluto sottolineare anche l’aspetto legato a un territorio che ha “immense sacche di povertà ma paradossalmente è anche la terza città d’Italia per numero di famiglie benestanti, che l’anno scorso hanno incrementato i patrimoni privati di un altro 6%: 76 miliardi di euro sono chiusi nelle banche». Con relativo invito a liberare energie e risorse per l’economia e il territorio.

Repole alla messa di S.Giovanni: “Qui i patrimoni sono immobili nelle banche, si investa nel lavoro”

a cura della redazione Torino

Parole che riecheggiavano anche ieri, in occasione dell’assemblea generale dell’Amma che si è tenuta al Centro congressi dell’Unione Industriali di Torino. «Siamo un territorio che attrae aziende — ha detto la presidente di Amma, Giorgia Garola — , ma dobbiamo attrarre anche i giovani. E sul fare figli, senza dubbio l’impegno deve essere sinergico, vedendo tutte le istituzioni insieme impegnate a creare le condizioni giuste». Quanto ai capitali, Garola garantisce: «Come aziende, siamo fermamente impegnate a investire, anche per diversificare. E senza distinzioni di dimensioni: anche le pmi investono».