(di Mauretta Capuano) Non si placa la polemica sul caso Venezi.
A quarantotto ore dall'annullamento della sua designazione, il prossimo ottobre, a direttrice musicale del Gran Teatro La Fenice, Fratelli d'Italia difende a spada tratta la maestra.
"Fino ad oggi ha pagato non essere figlia di musicisti e non essere di sinistra. Noi ci batteremo sempre per una nazione in cui chi è bravo può andare avanti anche se non è di sinistra" tuona il capigruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami.
Dall'altra parte, le maestranze, che in sette mesi non hanno mai mollato la contestazione, denunciano che "in questi giorni stanno ricevendo, soprattutto sui social, valanghe di insulti e minacce, anche di morte" e annunciano in una nota della Rsu del Teatro: "ci siamo già rivolti ai nostri uffici legali per difenderci da tanta inutile meschinità". Ci tengono anche a chiarire che "mai e sottolineiamo mai, i lavoratori e le lavoratrici del Gran Teatro La Fenice hanno offeso o calunniato né la Maestra Venezi né nessun'altra persona o istituzione".
Piena solidarietà viene dagli esponenti M5S in Commissione Cultura che nei giorni scorsi hanno portato tutto il loro sostegno anche al presidente della Fondazione La Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, nel mirino per l'apertura del Padiglione russo, altra patata bollente che ha portato al forfait del ministro della Cultura Alessandro Giuli all'inaugurazione della Biennale Arte il 9 maggio e a tutte le giornate di pre-apertura dell'Esposizione.












