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La crisi attuale richiama il 1973 per tensioni geopolitiche e shock sull’offerta, ma oggi il sistema energetico globale è più diversificato e resiliente rispetto al passato

La crisi energetica in corso, iniziata con lo scoppio della guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti, Israele e Iran, e aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, rischia di richiamare alla mente lo shock del 1973. Certo, quest'ultima fu un evento molto più grave (almeno per il momento) rispetto a quanto sta accadendo oggi. Tra i due periodi storici esiste però qualche affinità che vale la pena analizzare. Anche e soprattutto alla luce della decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dall'Opec, ossia dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio.

Facciamo un salto nella storia e torniamo al 1973 quando, in seguito alla guerra del Kippur, i Paesi arabi produttori di petrolio decisero di utilizzare il greggio come arma geopolitica contro l'Occidente, dando vita a quello che passò alla storia come embargo petrolifero. La conseguente crisi petrolifera provocò un improvviso crollo delle forniture verso Europa e Stati Uniti, facendo impennare i prezzi e paralizzando le economie di Vecchio e Nuovo mondo.