L'Agenzia delle Entrate stringe i controlli sugli immobili che hanno beneficiato di bonus edilizi senza regolarizzare la posizione catastale.

Secondo il Documento di Finanza Pubblica 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 aprile, su 3.500 pre-controlli conclusi al 31 dicembre 2025, ben 1.550 immobili – quasi uno su due – hanno evidenziato la necessità di regolarizzazione. Una situazione che coinvolge centinaia di migliaia di proprietari che hanno ristrutturato casa usufruendo di Superbonus, ecobonus e altri incentivi.

L'operazione di compliance fiscale è già partita: l'Agenzia delle Entrate ha annunciato l'invio di 45.000 lettere tra il 2026 e il 2027 ai proprietari inadempienti, con l'obiettivo di far emergere gli immobili non aggiornati in catasto. Il piano non si ferma qui: le segnalazioni saranno 20.000 nel 2026, 40.000 nel 2027 e 60.000 nel 2028, per un totale di 120.000 controlli nel triennio. Le lettere di compliance segnalano possibili incongruenze tra i lavori effettuati e i dati catastali, confrontando anche rilevazioni georeferenziate con le informazioni depositate in catasto.

L'obbligo di variazione catastale non è una novità introdotta dal Superbonus, ma esiste da tempo, come previsto dal D.M. 701/1994 e dall'art. 20 del R.D. 652/1939. La Legge di Bilancio 2024 ha però rafforzato i controlli per chi ha usufruito di ecobonus e sismabonus al 110%, imponendo l'obbligo di presentazione della dichiarazione di variazione.